Sunday, 9 January 2011

fumetti letti: Don Zauker Inferno e Paradiso

don zauker mi piace perche’ come me non crede nelle favole, tipo il pd, l’opposizione di centro sinistra e il vario buonismo del cazzo che serve solo ai potentes di turno (o sempre gli stessi) per stare dove stanno. le storie di don zauker non esagerano in eccesso ma in difetto, perche’ lo squallore della societa’ italiana e’ molto piu’ grande di quello che pagani e caluri ci fanno vedere (e loro si che non si risparmiano).
altro che “Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di navigatori, di trasmigratori”, come disse il non piu’ ultimo profeta dello squallore italiano (Benito Mussolini, 7.11.1934): siamo un popolo di merda!! (e comunque all’estero non ci scherzano neanche - sebbene non sono ancora ai nostri livelli).

viva don zauker.

libri letti: Gabriele Romagnoli, un tuffo nella luce, romanzo

la parte migliore di questo libro e’ la foto di copertina di mimmo jodice. il libro appartiene secondo me alla categoria dei libri che si potevano anche non pubblicare.
cosa voleva dirci l’autore con quest’accozzaglia di storie improbabili ? la storia fa tilt e si perde per strada. in parte mi pare cavalcare, anche se non in modo ovvio, l’onda dell’islam-fobia cosi’ di moda di questi tempi (senza con questo dire che io abbia simpatie per l’islam - e’ solo una delle 3 religioni monoteiste che ci hanno rotto il cazzo per piu’ di 2000 anni).

Friday, 7 January 2011

libri letti: Il Club degli incorreggibili ottimisti, di Jean-Mechel Guenassia, il primo libro letto nel 2011

[mi chiedevo se in italiano non sarebbe stato meglio dire: degli ottimisti incorreggibili]
ricevuto per natale 2010, ho letto questo libro di 700 pagine, finendolo oggi 7 gennaio 2011.
Spero sia un buon segno per il 2011, che io riesca a leggere molti altri libri durante quest’anno. Ho letto questo libro con un entusiasmo che non ricordavo piu’, rubando tempo a tutto, lavoro, sonno, divertimenti. come facevo ai tempi del liceo.
mi sono un po’ proiettato nel mio passato per meglio immedesimarmi nel personaggio, Michel, anche lui un liceale, ma a Parigi, non a Perugia, come lo ero io.. E’ un grande libro, con molti personaggi e molto diversi tra loro, e un io narrante onnisciente che ci permette di conoscere la storia di molti personaggi e come l’hanno vissuta loro. Storie difficili, storie di esilio, di fughe, di sradicamento, temi che non mi sono completamente sconosciuti visto che anche io sono in parte un emigrante, in parte una autoesiliato (sempre piu’ penso a me stesso come al “cugino” che torna al paesello di pavesiana memoria).

“Lo scandalo non e’ lo sfruttamento, e’ la nostra stupidita’. Le costrizioni che ci imponiamo per avere il superfluo e l’inutile. Il peggio sono i gonzi che si fanno il mazzo per due soldi. Il problema non sono i padroni, sono i soldi che ci rendono schiavi. Il giorno della grande separazione, chi ha avuto ragione non e’ stato il fesso che e’ sceso dall’albero per diventare sapiens, e’ stata la scimmia che ha continuato a raccogliere i frutti grattandosi la pancia. [...] Chi lavora e’ il re dei coglioni”.

Il libro si chiude un po’ a sorpresa con una citazione di Dante, e vien da pensare se non sia stata proprio questo passaggio a ispirare l’intera storia all’autore.
Un gran bel libro che vi raccomando caldamente.