Saturday, 8 January 2005

grandi scarpe & Bridget Jones

seduto sulla metro, linea jubilee, sedile tipo laterale con viaggiatori di lato e di fronte, stretto corridoio tra le due file di sedili, molto vicine l'una all'altra. sono furibondo, fumo esce dalle orecchie. la laurina mi ha attirato in una trappola a Victoria station dopo il lavoro, e poi mi ha coinvolto in una gita all'IKEA, venerdi sera 18.40. Partiamo con informazioni approssimative. Quando lallina e' presa da un malattia incurabile , il consumismo, combina dei pasticci che io poi bestemmio per giorni. Insomma, siamo di ritorno da una tale occasione, dopo aver visitato la IKEA alla stazione di NEASDEN, sulla Jubilee line.
Per altro vi SCONSIGLIO vivamente di andare all'IKEA di NEASDEN in metro e personalmente vi sconsiglio di andare all'IKEA e basta.
Pero' VI CONSIGLIO caldamente di andare a NEASDEN a vedere il bellissimo tempio Hindu.
Insomma, sono sulla metro e mi girano le palle. Seduto di fronte a me e' questo tipo, cappotto di "cammello", abito blue scuro gessato, camicia bianca, colletto aperto e cravatta allentata, come si conviene al venerdi sera. Un tipo alto con una scarpa che e' una barca + grande della mia, un mocassino a punta squadrata, un 47 probabilmente. Seduto accanto a lui 2 tipe, una scuretta, indiana (di India) e una tart inglese. Le due tipe si contendono l'attenzione dei tipo, risatine isteriche, ciglia che battono, sorrisini ammiccanti, ahahahah, ohohohohoho, uhuhuhuhuhu, ihihihihih, tutto il repertorio vocalico. Mi fanno pensare appunto a Bridget Jones, giovani donne britanniche alla ricerca di un torello da monta, hanno probabilmente 24 anni per cui il loro orologio biologico sta per scoccare l'ora della riproduzione e del matrimonio (qui l'orologio biologico va MOLTO VELOCE!). Il tipo racconta storie del cazzo di sci (da sciare) e so-una-sega, ma non e' questo che mi fa incazzare, e neanche la lallina, a questo punto. No, il fatto e' che questo "bloke", tiene una gamba sull'altra, come se fosse in un gentlemen' club, seduto in poltrona di pelle a bere brandy e fumare sigari. La sua gamba, sull'altra, fa si che il suo piedone e quindi anche lo scarpone, arrivi a millimetri dal mio ginocchio.
A questo punto sto pensando ad una scena di sangue "urbano": se mi tocca i pantaloni con la suola del suo scarpone, tiro fuori il coltello da macellaio e lo squarto..
Ma non preoccupatevi, e' solo una metafora, e anzi una citazione cinematografica(*). Perche' non ho nessun coltello addosso, e in particolare non ho quello che sto pensando di usare, uno di quei coltelli da macellai enormi, una specie di rettangolo enorme + impugnatura, che taglia tutto, carne, ossa, legamenti , quando cala come una ghigliottina..
In realta' diciamocelo, di questi coltelli se ne vedono sempre meno: ora la carne la prendiamo chiusa in una vaschetta di plastica con una coperta di cellophane e quella cartina bianca a buchini sotto la carne (ma a che cazz serve poi?).
Vabbe, arriviamo ad un stazione e il tipo se ne va, i miei pantaloni sono salvi, lui e' anche uscito indenne da scene (mentali) di violenza metropolitana, le tipe continuano il viaggio a mani vuote e io per un po' non ho pensato al fiasco del viaggio all'Ikea..


(*) un uomo in mutande insegue qualcun altro brandendo un enorme coltello da macellaio o da cucina, ma grande.. cliccate per scoprire che film e'

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