Tuesday, 3 April 2007

divagazioni su Keith Jarrett

[a proposito di keith jarrett e di una discussione avuta con un amico, LP, di recente, su KJ e il suo lavoro]

io dico: prendi tutta la produzione di standards, live, e non, sciecherati e non, e mettila da parte. grande si, ma sempre standard sono. bellissimi, unici, certi giorni non se ne puo' fare a meno. pero' sempre standard sono.
poi invece prendi una produzione eccessivamente sperimentale come spheres. grandioso, si, pero' troppo spinta, non roba che si puo' ascoltare sotto tutte le circostanze.
ci sono ora , lasciando da parte la musica classica (clavincebalo, handel, bach ecc.), 2 categorie: composizioni originali da trio e quartetto e concerti soli.
concerti soli grandiosi, pero' sono concerti soli, ore di pianoforte che possono risultare indigeste in certi giorni. di questi comunque ci sono gli anni passati e gli anni recenti. il colonia concerto e' bellissimo ed come il sigillo come l'affermazione "suono ergo sum" di kj, pero' e' scontato, tutti conoscono il kc e' facile , conosciuto, popolare. la roba + tardi e' astrusa e un po' commerciale, quando un posto per un concerto di pianoforte costa un occhio della testa e solo un elite' di alti borghesi puo' andare in questi templi del suono, scala, parigi, vienna.
dark intervals, sebbene registrato in un teatro probabilmente anche + costoso degli altri, ha un suo titolo, il che forse e' solo marketing, oppure significa qualcosa, perche' mentre normalmente i concerti sono completamente imrpovvisati eprendono il nome del luogo (o del venue come nel caso della scala), dark intervals non e' live in tokyo, o tokyo concert, ma dark intervals, quindi forse ha una sua dimensione individuale, e questo si sente, c'e' una coerenza intrinseca che manca nei concerti, compreso il Perugia concert che io vidi qualche anno fa (con gp e jdj) dove in trio si esibi' in tutto tranne che standards.
dark intervals e' un opera per piano solo a se stante, ed ha quella tragica bellezza di paesaggi nord europei, quella disperata gioia che solo un vero artista puo' concepire.
per questo adoro dark intervals, perche' e' dark, perche' e' coerente, perche' e' struggente.

ma dove KJ raggiunge il massimo secondo me e' in 2 composizioni in particolare: changeless e quello che per me e' il + bello dei prodotti musicali di KJ: personal mountains.
personal mountains e' la maturita' artistica, l'apice della produzione di kj, il punto massimo, a cui non tornera' mai piu' , almeno non nella produzione finora esistente.
PM e' una composizione ricca di strumenti (4etto ), dove il sassofono di jan garbarek raggiunge livelli assoluti, ma soprattutto dove il colore e calore della musica e' il freddo geligo, caldo asfissiante, e' tutto ed e' niente, e' pieno ed e' vuoto. anche questa musica , come dark intervals e' tragica, tragicamente bella, sono come urla di dolore gioioso, c'e' una tristezza cosi' struggente, che io trattengo a stento le lacrime quando l'ascolto. personal mountains e' tutto: e' standards, e' jazz, e' kj, e' musica classica e musica contemporanea, tutto condensato dentro un formato commerciale come l'album e poi il cd.
io non so neanche cosa ne dica kj di pm , non so come si collochi nella sua discografia dal punto di vista dell'iconografia ufficiale, ma io so che per me e' una delle cose + belle della musica di tutti i tempi, di tutta la musica che ho mai sentito.
rimpiango non averlo mai sentito dal vivo e non poterlo mai sentire dal vivo.
questa musica e' esistita una sola volta in realta', per poche ore, in un qualche studio di registrazione nord europeo, come tipico per la ecm, noi ne ascoltiamo un eco distorto, un tentativo maldestro di congelare quel momento che e' passato immediatamernte e non tornera' mai +.
nella parte finale del primo movimento, personal mountains, c'e' un sassofono che urla in modo straziante..
questa e' musica suprema, suonata con 3 musicisti nord europei che all'epoca erano loro stessi increduli di suonare con questo genio di kj. c''e una sintonia tra kj e questi eccezionali musicisti nord europei come se venissero tutti dallo stesso posto.. di sicuro suonano tutti la stessa musica.

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