Friday, 5 March 2010

trasmissioni che non vedrete mai in italia

The day the immigrants left  e' stata trasmessa il 24 febbraio sulla BBC One.
E' la storia di un esperimento e un'indagine il cui scopo e' chiaro ma i cui risultati sono ambigui.
La premessa e' verificare se e' vero che gli stranieri rubano il lavoro agli inglesi locali o se e' vero che invece essi prendono lavori che i locali non sono + disposti a fare.
E' anche un'inchiesta per vedere come la pensano i datori di lavoro (3 inglesi e 1 indiano) del luogo.
Il giornalista convince i 4  datori di lavoro a prendere degli inglesi in prova.
Dei primi 3 solo 2 si presentano, uno manda un SMS che dice: mi spiace ma ieri sera ho bevuto troppo e quindi domani mattina non vengo.
I due che si presentano da subito danno l'impressione di essere dei piantagrane, soprattutto uno magro e alto: immediatamente sbagliano l'attivita' (semplice) di caricare 12 buste di patate in ogni contenitore, per cui degli "esperti" lavoratori stranieri devono intervenire e rifare tutto un carico assicurandosi che ogni contenitore abbia 12 buste. In generale, sebbene la TV mostra una realta' "editata", i due sembrano passare ogni istante, persino quando lavorano, a rompere i coglioni (e si diciamolo), agli stranieri o perche' sostengono di non capirli (sebbene essi stessi parlino una versione fortemente connotata dell'inglese, ben lontano dagli standard aurei del Queen's english o Received Pronunciation) , o perche' chiedono a tutti quelli che incontrano: "vi piacerebbe se venissimo nel vostro paese a rubarvi il lavoro?".
Un argomento che peraltro non regge perche' il duo Stanlio e Ollio non sembra avere la pelle dura per sopravvivere neanche un paio d'ore nella baraccopoli di Mumbai (e qui penso ad un altra trasmissione televisiva di tutt'altra natura ma e' una storia troppo lunga).
Anche altri lavoranti (un ristorante indiano, un campo di asparagi e una casa in ristrutturazione), mostrano i nostri eroici inglesi, eredi del piu' grande impero nel mondo, avere piu' di un problema a tornare dalla condizione di sottopagati disoccupati nullafacenti a quella di lavoratori super efficienti come richiede lo stile locale (quello standard globale inventato da Tatcher e Reagan - lavoro duro e sottopagato senza diritti ne sindacati).
Insomma, il quadro che emerge sarebbe divertente se non fosse tragico: e' tragico il fatto che ci siano persino alcuni casi come quelli descritti (e' televisione per cui deve suscitare una certa impressione, se no sarebbe noioso), pero' la sensazione e' che questi casi siano tutt'altro che isolati, sebbene naturalmente nella loro stragrande maggioranza gli inglesi sono ancora i quelli in europa che lavorano piu' di tutti gli altri (40 ore alla settimana?). Certo i lavori che piacciono agli inglesi sembrano essere quelli che contengano la parola manager, che richiedano di indossare un abito gessato e gemelli su camice dai colori assurdi, e portino in casa belle somme di denaro.
Il rovescio della medaglia sono i casi come quelli visti in questo documentario, dove si vede anche una componente della popolazione che si e' impigrita, che tira avanti grazie al paradosso di un sistema di welfare quasi da paese socialista in un paese che e' stato all'avanguardia nella distruzione dei diritti dei lavoratori, dei sindacati, nel lavoro flessibile, nel tramonto della sicurezza del lavoro e nello scatenare una spirale al ribasso del costo del lavoro.
Un'altro elemento che emerge dall'inchiesta televisiva e' che l'enorme e ingombrante orgoglio nazionale va pero' a farsi fottere quando si tratta di soldi: i datori di lavoro inglesi mettono da parte la solidarieta' nazionale e non ci pensano neanche un secondo ad assumere un inglese piuttosto che uno straniero anche perche', come dice il proprietario del campo di asparagi, altrimenti perderebbero il vantaggio competitivo sul prezzo.
Alla fine insomma esce fuori il solito quadro di sfruttamento, di razzismo pesante e tutt'altro che strisciante, e il dato e' sempre quello: e' solo grazie al lavoro sottopagato e DURO degli emigranti che il paese tira avanti e i prezzi sono tenuti bassi e i profitti alti. E' una forma moderna di schiavismo e nessuno sembra preoccuparsene troppo.
Nel frattempo c'e' un cancro nella societa' inglese, un cancro fatto di razzismo, pigrizia, alimentato da alcol e nicotina, c'e' una parte della societa' che preferisce vivere in modo parassitario, sfruttando risorse che sono agli sgoccioli; gente che pensa che tutto gli sia dovuto e che debba essere gratis. Gente che e' irascibile, fuori controllo, gente che non ha rispetto per niente e nessuno, gente violenta e pericolosa che spesso si vede in azione su CCTV di notte quando scendono per le strade ubriachi e sotto gli occhi attenti di migliaia di telecamere, danno uno spettacolo penoso di indecenza disumana.

Ora mi chiedevo cosa verrebbe fuori se una trasmissione di questo genere venisse realizzata in italia. Quale quadro uscirebbe, soprattutto in aree come il nord-est, dove penso che sia un po' simile: gli stranieri permetto un certo fiorire di affari grazie alla loro alta produttivita' e al loro basso costo del lavoro.
Naturalmente per certi versi l'italia sembra essere un posto peggiore per i lavoratori stranieri che l'inghilterra: penso per esempio ai recenti scontri nel sud italia, dove le condizioni di (non) vita dei migranti sono veramente da schiavismo e neanche tanto moderno.

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